Il gioco di comitato del Trofeo REFILL

di Alberto Panicucci
da un’idea di Francesco Ruffino
con i contributi ideali di Andrea Angiolino, Domenico Di Giorgio e Daniele Lostia
[pubblicato su RiLL.it nel gennaio 2011]



Questo gioco di comitato ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria alla prima edizione del Premio “Gloria Sadun” per la migliore opera di letteratura interattiva, nel 2005. La versione qui pubblicata è aggiornata e lievemente ampliata rispetto a quella del 2005.

Per comodità di consultazione, riporto in questa pagina solo l'introduzione e le regole del gioco. L'intero gioco (cioè introduzione, regole e copioni dei personaggi) può essere comodamente scaricato in PDF.
E' bene sottolineare che, Regista a parte, nessun partecipante dovrà leggere per giocare più di due pagine di testo in formato A4 (quadernone). Insomma... massima maneggevolezza!

Premessa generale: cosa è un gioco di comitato?
Come si può leggere anche su Wikipedia o nel sito ludico Gio.Co., si tratta di un gioco di società in cui i partecipanti assumono il ruolo di membri di un gruppo che, discutendo, deve prendere una decisione su un qualche argomento. Nel caso specifico, ciascun giocatore è un giurato di un premio letterario, di cui viene giocata la riunione finale, durante la quale saranno decisi i vincitori.

I giochi di comitato sono una specifica forma di giochi di ruolo; si caratterizzano per le regole immediate e per il fatto che non richiedono l’uso dei dadi durante il loro svolgimento. È il dibattito tra i giocatori che porta a “risolvere” la situazione iniziale.

Ogni giocatore, come detto, interpreta un personaggio. A questo fine, ciascun giocatore riceve un Copione, cioè una scheda contenente tutte le informazioni utili sul personaggio.
In particolare, il Copione descrive il personaggio in generale e indica il suo obiettivo, ovvero quel che il personaggio vuole raggiungere nel corso della partita.
È bene sottolineare che gli obiettivi dei diversi personaggi sono spesso in contrasto fra loro. Questo, sostanzialmente, fa sì che i giochi di comitato si basino sulla discussione nel senso di competizione, collaborazione, intrigo o rivalità.
Per mantenere un certo ordine nel gioco ho previsto la presenza di un Regista, che osservando la partita dall’esterno è incaricato di mantenere il caos generato dai giocatori a livelli accettabili (ce ne sarà abbastanza, credetemi!).

Premessa specifica: cosa è questo gioco di comitato?
Questo gioco vuole essere una scherzosa presa in giro del mondo dei concorsi letterari, che in Italia sono davvero tanti e troppo spesso vengono caricati di significati eccessivi, andando al di là dell’ottica “ludica” e “sportiva” con cui andrebbero affrontati (almeno, a mio avviso).

Nella finzione del gioco, si immagina che intorno al tavolo, per decidere chi vincerà l’annuale edizione del Trofeo REFILL, un premio per racconti brevi di genere fantastico, siedano i giurati-organizzatori, gli ultimi rimasti dopo la lunga selezione che dai circa 500 testi iscritti ha portato a questa rosa finalista, e ridotto mano a mano i tanti lettori, via via sfiancati dalla mole di racconti ricevuti e valutati (da 500 a 100, poi a 50, infine a 8).

Naturalmente, qualcuno potrà trovare simpatiche somiglianze con qualche concorso del settore, anche se tutti i copioni sono immaginari… e in alcuni casi per fortuna!! Perché questo è un gioco, e quindi è progettato per divertirsi. Perciò, non è il caso di prendere alla lettera o sul serio i giudizi e le opinioni attribuite ed espresse nel gioco dai personaggi-giurati: nonostante qualche riferimento sparso qua e là, il mondo qui rappresentato è ben lontano dalla realtà… ne è una volutamente forzata e spinta caricatura, per dare vita ad effetti ludici (spero) incisivi e divertenti.
Allo stesso modo, le trame dei racconti proposti sono completamente frutto della mia fantasia, e non di racconti realmente esistenti o comunque a me noti.

Informazioni per i giocatori e il Regista
Il Trofeo REFILL, bandito dalla rivista amatoriale omonima (l’acronimo sta per Riflessi Elegantemente Fluidi dI Lucido Linoleum), è ormai da qualche anno un appuntamento stabile nel mondo dei concorsi letterari italiani dedicati ai racconti fantastici.
All’ultima edizione hanno partecipato circa 500 testi, un numero tanto esagerato che ha costretto il Comitato Promotore a pesantissimi turni di lettura e ha portato a spostare sempre più avanti il momento della scelta dei vincitori. Alla fine, è stato stabilito di svolgere la riunione per decidere i risultati finali il giorno prima della premiazione, a Lucca Comics & Games (o altra manifestazione, se preferite… magari quella in cui giocherete la partita!).

La rosa finalista è composta da 8 racconti (presentati dai loro autori in forma anonima), mentre la giuria ha 6 (o 7) membri più un Moderatore, chiamato a coordinare i lavori ed evitare discussioni troppo accese fra i giurati.
I tempi per la discussione sono contingentati: 60 minuti per decidere la classifica, e veder vincere (così spera ogni giurato) il proprio racconto preferito. Perché, dopo un anno passato a leggere, valutare, ponderare e selezionare, i giurati che parteciperanno alla riunione hanno tutti intenzione di “vincerla”.

Regolamento (per il Regista)
Come detto, la partita dura 60 minuti.

Prima della partita, ogni giocatore riceve il copione del suo personaggio. Ogni copione contiene:

A) una descrizione generale del giurato (carattere, legame con gli altri giurati e col Trofeo REFILL in generale…);
B) alcune battute tipiche, che mettono a fuoco in poche parole il giurato e che possono essere dette dai giocatori durante la partita;
C) l’obiettivo del personaggio, da perseguire durante la partita;
D) eventuali informazioni riservate in possesso del giurato, che potranno essere utilmente usate durante la discussione (rivelandole o meno agli altri giocatori);
E) un breve riassunto della trama di ciascun racconto finalista;
F) il commento del giurato sui racconti che più l’hanno colpito (nel bene e nel male). Anche questo commento potrà essere detto dal giocatore durante la riunione.

I nomi indicati sui copioni sono assolutamente di comodo e quindi modificabili (in un play-test, i giocatori hanno scelto di usare i propri veri nomi, ad esempio).

I giurati possono essere sei o sette, a seconda del numero dei giocatori. Nel caso si giochi in sei, consiglio di scartare l’ultimo giurato proposto, Federico.

La partita consiste, in sostanza, nella discussione della giuria sui racconti, al termine della quale ogni giocatore (Moderatore incluso) è chiamato a indicare segretamente il suo quintetto di racconti preferiti. I racconti così scelti da ciascuno ricevono rispettivamente 10, 6, 4, 2 e 1 punto, e la somma dei loro voti decide la classifica finale.
Solo i primi tre classificati ricevono premi, targhe e vengono pubblicati nell’annuale antologia del concorso.

Durante la partita i giocatori possono interagire come preferiscono: possono parlare uno alla volta, tutti insieme o anche in gruppetti, col solo limite dato dagli interventi del Moderatore (o del Regista) per mantenere un certo ordine (niente risse!) ed evitare inutili perdite di tempo (o anche forme di impiego del tempo che al Moderatore paiano inutili o controproducenti…).
Un’importante specificazione: i voti di scambio (di qualunque tipo) sono ammessi.

Sulla base dell’esperienza dei play-test, e soprattutto dei giudizi raccolti dai giocatori, credo sia meglio dividere la partita in due momenti ben distinti: la discussione, di gruppo, sui racconti (45-50 minuti) e poi la fase di redazione dei singoli voti (10-15 minuti), in cui i giocatori sono liberi di alzarsi dal tavolo di gioco, per tete-à-tete, incontri ristretti, accordi riservati ecc.
Passati i 60 minuti, le “nominations” di ogni giurato vanno consegnate al Moderatore, in forma segreta (nessuno, Moderatore incluso, può leggere i voti). Solo una volta che tutti i voti siano stati ricevuti il Moderatore dichiara i propri, e si passa alla fase di conteggio.

Nota Bene: è abbastanza evidente che esiste un lasso di tempo fra il momento in cui il Moderatore riceve ciascun voto e quello in cui dichiara il suo. In questo tempo il giocatore che interpreta il Moderatore potrebbe cercare di leggere i voti ricevuti, “adeguando” poi il suo.
Ora, oltre ad essere scorretto, questo comportamento, se scoperto, farebbe presumibilmente degenerare la partita (già giocando “onestamente” gli animi tendono a scaldarsi…). Perciò, appena riceve un voto, il Moderatore deve consegnarlo al Regista, che in questo gioco serve a garantire proprio che non ci siano (troppe) scorrettezze, di questo tipo in particolare.
Una volta raccolti tutti i voti, il Regista li consegna al Moderatore, che dichiara (per primo) il proprio voto e poi procede allo “scrutinio” degli altri voti e alla somma dei punteggi.
I voti di ogni giurato sono ovviamente resi pubblici, in modo che i giocatori possano scoprire chi ha “giocato sporco” (tipicamente, promettendo un voto di scambio e non mantenendolo) e chi no…

Altra cosa possibile è che qualcuno cerchi di allungare i tempi di discussione oltre i 60 minuti.
Questo in generale è vietato (e il Moderatore dovrebbe, in prima battuta, opporsi) ma, se il giocatore che lo propone riuscirà a portare dalla sua quattro persone (proponente e Moderatore inclusi) allora il Regista può permettere altri 30 minuti di partita (da dividere fra le due fasi di gioco nel modo che la maggioranza dei giocatori troverà più adatto).

Variazione: Potrebbe essere simpatico (e molto ludico), stabilire che dopo 30 minuti di discussione ogni giocatore debba consegnare segretamente al Regista un foglio, eventualmente riempito con la propria classifica finale definitiva (cioè non più modificabile).
Di fatto, i giocatori verrebbero divisi in “già votanti” e “non ancora votanti”, ma nessuno lo saprebbe. Questo potrebbe permettere ai primi di creare scompiglio nella mezz’ora seguente (es.: procacciando voti ai propri racconti preferiti, senza poi darne alcuno ai beniamini degli altri…). Una strategia rischiosa (visto che è basata su un bluff), ma potenzialmente molto redditizia (d’altronde, bisogna vedere chi si arrischierà a scambiare voti o ad ascoltare altrui suggerimenti di voto dal trentunesimo minuto in poi…).

I copioni e i racconti
Nei copioni i racconti sono (salvo eccezioni legate ai personaggi) divisi in tre gruppi: quelli che ti sono piaciuti, quelli che non ti sono piaciuti, gli altri.
Il comportamento da tenere rispetto ai primi due gruppi di racconti è ovvio (ed obbligato): ciascun giocatore dovrà sostenere nella discussione e poi mettere nella propria classifica quelli indicati come di suo gradimento. Viceversa per quelli segnati come a lui non piaciuti.
Rispetto a tutti gli altri racconti ogni giocatore è invece libero di fare quel che vuole: può decidere di sostenerli (se, ad esempio, la trama gli piace), di remare contro (se non gli piace) o di agire a seconda della convenienza e dell’ispirazione del momento (per voti di scambio, per fare casino, per dare addosso a qualche giocatore che gli sta antipatico o per supportare “alleati”…).
A ogni modo, il grado di apprezzamento o di disgusto verso i racconti nei primi due gruppi è libero: se, ad esempio, i racconti che un giocatore deve spingere sono tre, sta al giocatore (e solo a lui!) scegliere quale dei tre sostenere con più convinzione, e quale con meno. Questo riguarda anche la posizione in classifica, al momento del voto (es.: il copione di un giurato individua 3 racconti particolarmente piaciuti; ora, il giocatore è tenuto a mandare tali tre testi a punti, inserendoli nel proprio gruppo di 5, ma può tranquillamente inserirli al terzo, quarto e quinto posto, se desidera favorire racconti che nella scheda sono indicati come “altri”).
Stesso discorso per i racconti segnati come non piaciuti.

Nota Bene: Nello scrivere i copioni ho cercato di equilibrare i giudizi positivi e negativi per i racconti. Ognuno ne ha, infatti, due o tre (gli altri dovranno procurarglieli i giocatori interessati!).
Fanno eccezione due racconti dalla trama più “estrema”, che partono quindi poco più indietro… una scelta dettata dal fatto che sono sostenuti da giurati più spregiudicati o controcorrente, cui quindi mi è parso il caso di dare da difendere “cavalli sbagliati” (date un’occhiata al copione di Roberto, e scoprirete di cosa sto parlando!).

Da notare che uno dei racconti in finale non è di genere fantastico, in senso stretto almeno.
Questa è una scelta voluta… diciamo che, per esperienza, so che sul significato della parola “fantastico” si può parlare molto a lungo, e quindi ho pensato di favorire questo tipo di discussione (onestamente, i play-test mi hanno addirittura stupito, sotto questo profilo!).
Anche per questo, lascio a ogni Regista “indovinare” di quale racconto sto parlando.

Consigli pratici per il Regista
Per la fluidità e godibilità del gioco è importante che la scelta del Moderatore fra i giocatori sia molto accorta. In particolare, sono richiesti polso fermo e capacità di imporsi su una folla vociante.
Suggerite prima della partita al Moderatore di svolgere la discussione un racconto alla volta, uno dopo l’altro, sino ad esaurimento, dando così un minimo di ordine alla scomposta (e scatenata) interazione che caratterizza la prima fase di gioco.

Inoltre, come Registi, prima della partita spiegate e ripetete bene ai giocatori e al Moderatore la “ambientazione”:

1) un premio letterario per racconti (non romanzi!) fantastici (non realistici!); insomma, storie brevi che si pongono, per trama o personaggi, al di là del reale e del verosimile (fantasy, fantascienza, horror… e chi più ne ha più ne metta)
2) racconti tutti letti in forma anonima; si immagina che ogni autore partecipante al concorso abbia inviato il proprio racconto in forma anonima, allegando ad esso una busta chiusa con le proprie generalità. Insomma, nessun giurato sa chi sono gli autori! (e uno dei giurati, Valentina, è il “custode” delle buste chiuse)
3) la premiazione (dei migliori tre racconti) è imminente: il giorno dopo la riunione, per la precisione
4) i suddetti migliori tre racconti (o di più, in caso di ex-aequo nella classifica finale) saranno anche pubblicati nell’annuale antologia del premio, offerta in omaggio agli autori dei 500 testi partecipanti al concorso
5) “alle spalle” della partita c’è un lungo lavoro (si immagina che tutti i personaggi, tranne uno, hanno partecipato alla selezione: dai 500 racconti iniziali agli 8 finalisti).

Una buona mossa è che prima dell’inizio della partita il Regista presenti uno a uno i personaggi e i loro legami, tanto per introdurre meglio i giocatori nel gioco (es.: “Ecco Lorenzo, il Moderatore, accanto a lui Antonio, giurato da quest’anno, suo amico di lunga data, poi Matilda, giurata di lungo corso, ma quest’anno alla sua prima riunione di selezione…”).
Nel corso della partita siate poi pronti a intervenire per richiamare all’ordine i giocatori (non TROPPO casino!), anche per tutelare il divertimento di tutti (quando si inizia a discutere si sa quando si inizia ma non come e dove si finisce…).

Infine, riporto qui di seguito i titoli degli 8 racconti finalisti, per comodità del Regista:

1.    Dio… a modo mio!
2.    Draghi e Canguri
3.    Il banchetto di matrimonio
4.    L’ascensore
5.    La piattaforma petrolifera
6.    La porta per Parigi
7.    Le montagne degli schiavi
8.    Viva le donne!

Ringraziamenti
Oltre alle persone citate nei “titoli di testa”, ho un debito di riconoscenza verso tutti i play-tester: i due gruppi di Romics 2004, e quello della Federazione Ludica Romana in particolare. E poi Diego, il primo Moderatore della prima partita (IO comunque non sono così!), e tutti gli altri giocatori di quella bella serata (Irene, Valeria, Luisa, Tristano, Sergio, Maria Cristina).
Grazie a Massimo Mongai, e alla “sua” fantascienza criptoproustiana e a tutti quelli che mi hanno ispirato racconti (o meglio, i titoli… il resto della farina ce l’ho messo io) o comunque dato spunti, magari inconsapevolmente: Anna Benedetto, Luca Carissimi, Matteo Ricciarelli… e mi fermo qui altrimenti non verrò più invitato a banchetti di matrimonio.
Un saluto anche ai miei compari del liceo (Massimiliano, Susanna, Marco e Priscilla) che mi hanno dato un’idea bellissima per un racconto delirante… idea che poi ho puntualmente dimenticato dopo una serata a un pub a base di sidro.
Non posso non citare Alberto Cola ed Annetta Soppelsa, che si sono pazientissimamente letti tutto pur non essendo giocatori, e Fabiola Falconieri, anche lei non giocatrice, che… “ci ho capito poco, ma comunque è tutto troppo soft!” (alla faccia!).
Grazie infine a Francesca Igliozzi, che mi ha segnalato un modo per rendere ancor più incerte le chiacchiere (sparpagliare disordinatamente i racconti nei copioni… fatto!), e a Lorenzo Trenti, che ha assentito globalmente al tutto.
Concludo dicendo che ricordo con grande piacere i complimenti ricevuti dai giurati del premio Gloria Sadun 2005. Ho scritto questo gioco di comitato per divertirmi e fare divertire, e quindi non ho partecipato a quel premio pensando di vincere alcunché. Aver fatto ridere di gusto un’intera e molto qualificata giuria è la miglior soddisfazione cui potevo aspirare.

..e buon Trofeo REFILL a tutti!!!!

 

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