Diritto d’Autore e Giochi da tavolo: a che punto è la notte?

Il report della tavola rotonda sul tema, a Lucca Games 2012
di Giacomo Sottocasa
[pubblicato su RiLL.it nel febbraio 2013]

Il tema del diritto d’autore (e della sua tutela) nel mondo dei giochi da tavolo è stato oggetto di una tavola rotonda a Lucca Games 2012. Un tema sempre più importante, visto il crescente successo internazionale dei giochi di autori italiani, ma, purtroppo, non univocamente regolamentato…

L'incontro sul diritto d'autore per i giochi da tavolo tenutosi a Lucca in occasione della fiera Lucca Comics and Games si è svolto nella forma di una tavola rotonda a cui hanno partecipato Spartaco Albertarelli, Andrea Angiolino, Emiliano Sciarra (come autori) ed il sottoscritto nella sua qualità di autore, ex editore, ed avvocato.

Gli autori hanno riportato alcune loro importanti esperienze personali.

Spartaco Albertarelli ha parlato del caso di Magnifico, plagiato in Argentina da parte della ToyCo in maniera talmente esplicita da poter parlare di "edizione non autorizzata", senza peraltro che vi fosse l'effettiva possibilità di una tutela per l'autore o per l'editore.

Andrea Angiolino
ha riferito sul caso, anch'esso notevole, occorso a lui e al suo editore: dopo una serie di contatti con Fantasy Flight Games per la realizzazione di una versione tematizzata di Wings of War, le trattative si interruppero improvvisamente. Alcuni mesi dopo FFG pubblicò X-Wings, che a tutti gli effetti è Wings of War in versione Star Wars (la foto di seguito, che affianca le miniature dei due giochi, conferma l'assunto, NdP).
Anche qui nessuna effettiva possibilità di tutela a causa dei grossi scogli costituiti dai limiti delle leggi internazionali sul copyright in materia di board-game, nonostante i due editori coinvolti avessero sede in paesi che riconoscono validità a tali norme.



Il terzo caso è stato quello più eclatante: San Guo Sha, ovvero Bang! rifatto in Cina. Qui si parla di numeri da capogiro, con vendite cinesi superiori di oltre 10 volte quelle del resto del mondo. In questo caso la tutela è stata impossibile anche e soprattutto perché la Cina non riconosce le norme internazionali sul copyright.

Si tratta, come abbiamo visto, di tre casi simili fra loro, ma non del tutto identici e che non inquadrano in modo completo i due diversi aspetti in cui, come personalmente ho cercato di sottolineare, si sostanzia il diritto d'autore nel mondo del gioco da tavolo.
Il problema emerso nella descrizione dei tre casi è riassumibile così: la legge internazionale sul copyright non trova riscontro in tutto il mondo, ma solo in un numero limitato di Stati; inoltre, tale normativa non offre alcuna tutela diretta per i giochi da tavolo (pur essendo questi riconoscibili in maniera inequivocabile tra le opere dell'ingegno) e priva così di effettiva efficacia le possibili azioni a tutela di autori e editori.

Nell'arco di tutta la tavola rotonda ho cercato di distinguere, come avvocato, due diversi aspetti della problematica:

1. lesione dei diritti di un autore di un gioco ancora inedito da parte di un editore:
qui il problema è “relativizzato” dall'interesse dell'editore a non ledere la propria immagine nei confronti della generalità degli autori, che sono la sua linfa vitale: è ovvio che un editore che abitualmente copia i giochi che gli vengono presentati non riceverà più proposte. Sarebbe comunque buona norma cercare di tutelarsi da imprevisti;

2. lesione dei diritti di un autore di un gioco edito e del suo editore da parte di un editore terzo:
qui il problema è più complesso e si scontra, da una parte, con i limiti delle norme nazionali ed internazioni sul copyright, che non prevedono (talvolta, addirittura, escludono) una tutela del diritto d'autore per i giochi da tavolo, e dall'altra coi costi di un’azione legale che risulterebbe complessa e di incerti risultati.

Spartaco Albertarelli, d’altronde, ha sottolineato come un autore di giochi non inventi nulla, ma si limiti a rielaborare concetti e meccaniche pre-esistenti. Per questo, a suo avviso, non si può pensare di applicare al campo dei giochi la normativa sul diritto d’autore.

Conclusioni
Il gioco da tavolo è un'opera creativa che merita attenzione in quanto "opera dell’ingegno", anche se non espressamente indicata come tale dalle leggi sul diritto d’autore (Spartaco non sarebbe d'accordo, ma l’opinione maggioritaria emersa nel corso della tavola rotonda era questa).

Stanti i limiti della normativa, l'unica via di uscita è quella di rifarsi ai principi generali delle norme sul diritto d'autore (quelli che tutelano originalità e creatività dell'opera) cercando, ove i costi lo consentano, di creare delle prove certe dell'esistenza dell'opera e delle sue qualità. In caso di plagio si potrà così provare a portare la questione davanti ad un Giudice cercando (e non sarà cosa facile) di ottenere un riconoscimento dei propri diritti di autore (e/o editore) in forza dei suddetti principi generali.

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