Studio 83 intervista RiLL...

Subito dopo BUK Modena, nell'aprile 2013, il blog dell'associazione Studio 83 pubblica una serie di interviste agli operatori presenti a quella fiera letteraria. Francesco Ruffino risponde quindi alle domande di Giulia Abbate, presentando RiLL e la sua attività editoriale...

Cari amici di Studio 83, vi abbiamo parlato qualche giorno fa della nostra esperienza al BUK di Modena e vi abbiamo fatto i nomi di diversi espositori che hanno condiviso con noi questa bella esperienza.
Come accadde qualche anno fa a Torino, quando confezionammo un fortunato format di interviste, abbiamo deciso di conoscerli meglio e abbiamo rivolto loro qualche domanda, anche un po’ provocatoria, per parlare insieme di libri e dintorni.

I primi a prestarsi a questa intervista… non sono editori! Sono gli amici del Trofeo RiLL, che Francesco Ruffino presenta così:

RiLL non è una casa editrice. Il nostro obiettivo è quello di favorire la diffusione della letteratura fantastica in Italia. Proviamo a raggiungere questo obiettivo organizzando un concorso letterario (il Trofeo RiLL) e pubblicando i racconti vincitori. I racconti vengono pubblicati direttamente da RiLL o da altre case editrici.

Ecco le nostre domande (che si ripeteranno anche ai prossimi “volontari” come format) e le risposte di Francesco:

Il tuo catalogo: com’è?

A oggi pubblichiamo soltanto racconti e solo di genere fantastico (fantasy, fantascienza, horror e tutto quel che è al di là del “reale” e del “verosimile”).
Il nostro catalogo è composto da tre collane. La più importante e la più antica è Mondi Incantati (MI). Su MI pubblichiamo i vincitori del Trofeo RiLL, i racconti vincitori di SFIDA (un concorso parallelo riservato agli ex-vincitori del Trofeo) e i racconti della Giuria Nazionale (che è composta da autori affermati).
La collana più recente è Aspettando Mondi Incantati (AMI). Su AMI pubblichiamo i racconti finalisti del Trofeo. AMI esce in anticipo rispetto a MI, in modo da consentire ai lettori di conoscere i potenziali vincitori. L’altra caratteristica di AMI è che è disponibile solo in formato digitale (e-book).
Infine la collana forse più importante e prestigiosa per noi è Memorie dal Futuro (MdF). MdF è un’antologia di racconti di un unico autore, che si è particolarmente distinto nelle edizioni passate del Trofeo. A oggi abbiamo pubblicato Domani Forse Mai, di Francesco Troccoli, e Memorie dal Futuro (il libro che ha dato il titolo all’intera collana) di Emiliano Angelini.

Cerchiamo di mantenere una “forma” (per dirla con Calasso) omogenea tra le nostre pubblicazioni: le copertine sono tutte di Valeria De Caterini, un’autrice che fa parte del collettivo fin dalla sua fondazione e che ha contribuito a creare l’immagine di RiLL. Anche il prezzo, il formato, l’impaginazione, i font utilizzati e (per quanto possibile) la carta sono mantenuti costanti tra un volume e l’altro.

Il tuo catalogo da qui a tre anni: come sarà?

Sicuramente continueremo ad occuparci di letteratura di genere. E continueremo a pubblicare racconti. Vorremmo trovare il modo di esplorare in maniera diversa e forse più originale i mezzi messi a disposizione dall’editoria digitale. E anche, perché no, aprirci a Paesi e culture diverse da quella italiana.

Il tuo autore ideale.
(Qui intendiamo autore con cui lavorare e da pubblicare)

Il mio autore ideale ha un’idea. Non parlo semplicemente di uno spunto narrativo, ma di un principio, un impulso, che lo spinge a scrivere quello che scrive. E’ appassionato di letteratura di genere (non importa se fantasy o fantascienza) e ne conosce le regole.
Ma soprattutto vuole scrivere un racconto, che non è un capitolo del grande romanzo che ha in testa, ma una forma narrativa autonoma. Ha deciso insomma che quell’idea è meglio realizzarla con un racconto piuttosto che con un romanzo o una sceneggiatura.

Il tuo lettore ideale.

Ai nostri lettori dobbiamo chiedere di essere molto curiosi. Curioso di conoscere da quali mostri o dei è popolato oggi l’immaginario fantastico italiano. Altrimenti chi comprerebbe un’antologia di racconti di genere diverso e scritti da autori diversi (e per di più emergenti!), quando nello scaffale accanto c’è l’ennesimo libro di un autore affermato?

Perché leggere?

Perché, come dice Stephen King, la letteratura è la forma più avanzata tra quelle disponibili oggi di telepatia. L’autore pensa qualcosa e tu, da solo, seduto in poltrona o sdraiato sul letto, ricevi quel pensiero. Anche secoli dopo che è stato pensato. E, in qualche modo, quel pensiero ti parla nonostante la distanza spazio-temporale.

Durante una delle nostre presentazioni un giurato, Giulio Leoni, ci ha chiesto: qual è lo strumento che usiamo oggi per raccontare il nostro immaginario fantastico? Qualche millennio fa ci si sedeva intorno al fuoco e qualcuno raccontava miti e leggende. Un secolo fa usavamo il romanzo. E oggi? Ormai la narrazione, soprattutto quella fantastica, è affidata alle immagini in movimento (cinema e televisione in testa). Ma queste forme di narrazione non sono mai solitarie: quando guardiamo un film siamo parte di un pubblico che lo guarda insieme a noi. Non sono solo gli spettatori presenti in sala o davanti alla TV: oggi il discorso intorno a queste narrazioni è globale e condiviso (pensa, come semplice esempio, al fenomeno dei fan film).
Leggere invece è un’esperienza che non può che essere solitaria. Per me questa è, per il momento, una motivazione sufficiente.

Perché comprare libri?

Mi verrebbe da risponderti “per premiare il lavoro dell’autore e dell’editore e di tutti quelli che lavorano per costruire questa trasmissione del pensiero (curatori, traduttori, grafici, tipografi, distributori…)”, ma mi sembrerebbe quasi di chiedere la carità.
Vorrei suggerire di “acquisire” i nostri libri: puoi cercarli nelle biblioteche comunali, puoi ritrovarli con il book-crossing e poi perderli di nuovo, puoi chiederli in prestito ad un amico, o in regalo e infine, più semplicemente, puoi comprarli.
Comunque tu abbia fatto e dovunque tu sia ora: buona lettura.

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