Ho visto cose...

Un giorno a Lucca Comics & Games 2004, da vincitore del X Trofeo RiLL...
di Alberto Cola
[pubblicato su RiLL.it a dicembre 2004]

C’è sempre una prima volta.
Che novità, direte. E complimenti per l’attacco originale.
Potrei anche essere d’accordo, ma se un tizio che non conosco l’ha detto, appunto, per la prima volta, un motivo ci sarà pur stato; e non sottilizzerei in distinzioni legate al primo amore o al primo bacio perché, senza rischio di blasfemia, una citazione proverbiale come questa merita la coreografia di Lucca soprattutto per chi, e mi ripeto, ci ha messo il naso per la prima volta in vita sua. E che P. K. Dick mi perdoni per il titolo (anche se mai ha scritto qualcosa del genere).

Per un appassionato di fantascienza, poi, mettere piede a Lucca ha sempre avuto un sapore poco promettente, e certo non per colpa della città. Da quando qualcuno (cioè Fruttero & Lucentini, molti anni fa, quando dirigevano insieme Urania, il periodico di fantascienza della Mondadori, NdP) disse che un disco volante poteva atterrare in tutte le città del mondo ma mai a Lucca (intendendo che di fantascienza si poteva scrivere ovunque meno che in Italia), anche il solo enunciarne il nome possiede, per l’appassionato di cui sopra, capacità intimidatorie non indifferenti. Peggio di una tara genetica da tramandarsi a dispetto delle circostanze.

Ebbene, lieto di avere avuto l’occasione per sfatare l’ennesimo detto senza capo né coda. E lieto più di tutto che questa possibilità mi sia stata fornita dal Trofeo RiLL e - me lo dico da solo, chiedo venia - anche un po’ da me stesso, grazie a una bella dose di perseveranza. Il fatto, ma sarebbe meglio dire “l’antefatto”, risiede nelle mie partecipazioni passate al Trofeo, e in particolar modo nelle ultime due. Due come i miei piazzamenti al secondo posto. Chi ha detto che il numero perfetto è il tre?

Ora, non sono uno di quelli che credono alla cabala, né che si gioca al Lotto i numeri della propria partita IVA e tanto meno fa caso con quale piede alla mattina scende dal letto, però un pensierino (ce n’è sempre uno) sulla "maledizione" del RiLL avevo pure cominciato a farlo. Per carità, niente a che vedere con quel simpaticone di Tutankhamon. Qua, l’unica vittima è sempre e solo stata l’ego bistrattato di chi vi scrive, e dubito che dietro vi sia un mistero sufficiente per dare sostanza a una puntata di Giacobbo (il conduttore di Voyager, su RAI 2, NdP), anche se non si può mai dire. Gettata quindi la zavorra psicologica del primo posto, e conseguente pseudo maledizione, ho potuto finalmente mettere piede persino a Lucca, in barba al fato e agli inventori di detti.

Che Lucca Comics & Games sia qualcosa di speciale certo non è considerazione che nasce dai 13.000 mq di superficie o dalla presenza di trecento espositori, o ancora dalle mostre, incontri, tornei, concerti e Compagnie degli Anelli varie disseminate un po’ ovunque. Sarebbe riduttivo.

Vi dirò io qual è il lato fantastico di Lucca Comics & Games: arrivare da quattro ore di automobile, dopo aver intuito fin da subito che il Bounty sarebbe stato un mezzo più efficace, e come primo impatto incontrare all’ingresso una ragazza vestita tale e quale a Lamù. Da lì ho capito che dietro a quelle transenne c’era qualcosa di unico. Sono momenti che ti rimettono in carreggiata, capaci di farti dimenticare velieri e tutto il resto.

E che sarà mai, pensai quando Alberto Panicucci, alias PaniK, mi diede tanto di istruzioni per rintracciarlo all’interno della manifestazione, neanche parlassimo dell’aeroporto La Guardia di New York.
Bene, peggio. Giusto per non smentire il fatto di non dire gatto finché non ce l’hai nel sacco. Ammetto di essermi intimorito per cinque minuti buoni nella calca urlante, fra spadoni, fucili laser, demoni incarnati e donzelle con più fegato di me; e il fatto che nessuno, RiLLini ed Anonimi (redattori della fanzine ludica Anonima GdR, NdP) compresi (gli uni accanto agli altri, allo stand, come al solito, ho scoperto poi), sapesse dirmi dov’era il PaniK, accresceva il mio sgomento nel vedermi trascinato via dalla turbolenza ormonale di ragazzini festanti e dagli sguardi zombeschi di adulti che avevano scoperto la macchina del tempo.

Ma si trattava soltanto di comprendere le magie di quella corrente, e poi che spasso, ragazzi!

Mi è stato chiesto di raccontare della giornata. Vado avanti a colpi di flash, perché mi è difficile razionalizzare il tutto, se non impossibile. E del resto chi lo vuole? Lucca Comics &  Games va presa così, credo: a pelle, d’istinto, chiudendo gli occhi e ascoltando, scrutando da dietro gli spigoli e tagliando fuori i rumori, come un mosaico antico sempre capace di guardare avanti. E scusate se non mi entusiasma troppo parlare della premiazione, delle strette di mano e dei discorsi… Qualcun altro lo farà.

Mi sono divertito, ho gettato la mappa degli espositori e ho lasciato che l’alchimia della gente facesse il resto.
Dimenticavo: poi alla fine ho trovato PaniK, dopo che un ragazzo mi ha messo in mano la copia di una rivista dicendomi “Ecco, è questo della foto. E’ abbastanza alto.” Le procedure empiriche sono sempre le migliori, e comunque è facile a dirsi, quando l’ottanta per cento dei presenti era più alto del sottoscritto.
Ma andava bene lo stesso.

Nella foto: Alberto Cola con la sua targa di vincitore del X Trofeo RiLL, meritatamente (infine) conquistata. (fotografo: Francesco Ruffino)

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