Tutti gli uomini di Leonardo

Domenico di Giorgio ci parla della neonata daVinci Games
di Alberto Panicucci
[pubblicato su RiLL.it nel luglio 2002]

Ideatore e caporedattore di GiocAreA, membro dello staff organizzativo di Mucca Games, tra i fondatori dell’associazione ludica Novecentonovanta e molto altro ancora… Domenico Di Giorgio è senza dubbio un nome ben noto nel mondo italiano dei giochi (soprattutto da tavolo).
Una “fama” decisamente meritata, visto il “cursus honorum” cui abbiamo appena accennato e che negli ultimi mesi si è arricchito ulteriormente. Domenico infatti è uno dei responsabili della neonata daVinci Games, un nuovo editore ludico che ha “esordito” sugli scaffali nell’estate 2002, con BANG!, un gioco di carte non collezionabili ambientato nel (mitico & selvaggio) West.

In questa intervista esclusiva (non ci credete? beh, è la prima che concede sull’argomento… quindi!) ci parla della “sua” nuova avventura.

Allora, Domenico, per prima cosa, presentaci la daVinci Games. Chi siete, cosa vi proponete, quali sono i vostri obiettivi e i vostri progetti editoriali, a breve e medio termine.

Per questa domanda tenderei ad attenermi alla presentazione che c’è sul nostro sito: la daVinci è una casa editrice ludica, che ha scelto come “missione” quella di "dare ai propri clienti esperienze ludiche divertenti e compulsive".

Sulla parola compulsivo (che per noi significa che fa venir voglia di rigiocare, o che dà dipendenza), peraltro, potremmo mettere pure il marchietto del copyright .

Il nostro piano editoriale prevede l'uscita di 5-6 giochi anno per il periodo 2002/2004, divisi in due fasce di prezzo, una più bassa (linea Gioconda) e una più alta (linea Prestige).

Le caratteristiche comuni ai nostri titoli saranno la tipologia generale (giochi “d'autore”, come li chiama Alan Moon: ovvero giochi da tavolo o di carte adatti ai giocatori appassionati ma accessibili anche ai non giocatori) (Alan Moon è un popolare autore di giochi, tra cui ad esempio il pluripremiato Elfenland, NdP) e la cura editoriale (ovvero playtesting, supporto al prodotto e grafica, alla quale abbiamo dato uno spazio decisamente superiore alla media: in genere gli editori considerano esclusivamente la funzionalità dei materiali!).

L'ambizione, espressa anche nel sito, è di essere internazionali, attraverso distribuzione diretta o cessione di licenze all'estero: abbiamo una motivata fiducia nella bontà della nostra proposta, quindi speriamo di riuscire a convincere anche i mercati esteri a dare un'occhiata a quello che facciamo.
Di qui al 2004 ridefiniremo il progetto secondo i riscontri che avremo avuto in Italia e all'estero: l'ambizione finale è l'acquisizione della Hasbro, della Arena e dell'Alitalia per potere finalmente realizzare un Gino Pilotino dal vivo a Mucca Games!
(per chi non lo sapesse, Gino Pilotino è un meraviglioso gioco da tavolo di qualche anno fa… e non vi dico di più perché dovete assolutamente provarlo!, NdP)

Sempre in tema di autopresentazioni, sul vostro sito è scritto che i vostri giochi “valgono quel che costano (briciole escluse)”. Ovvero?

I titoli daVinci saranno caratterizzati anche dai prezzi bassi: in generale, comprare un nostro gioco dovrebbe costare all’incirca quanto andare al cinema col vostro partner e offrirgli il biglietto (10/ 15 euro). Alcuni giochi costeranno però un po’ di più, come se offriste anche popcorn e coca (15/ 20 euro)… ma ne varrà sempre la pena!
Tutto ciò è stato ben reso dal nostro ineffabile webmaster con la buffa frase che tu citi: nell'intero sito, a una affermazione sensata segue in genere una parentesi bizzarra...

In due domande abbiamo già accennato più volte al vostro sito… ora parliamone più a fondo. In che modo contate di utilizzarlo per supportare i vostri prodotti?

Il sito daVinci vuole diventare innanzitutto una risorsa per i giocatori: stiamo già fornendo giochi stampabili gratuitamente (ad esempio Boom Box, Breakfast at daVinci’s e Plug Inn… ma ce ne sono anche altri!, NdP), e inseriremo con regolarità espansioni, regole opzionali e materiali vari per i nostri giochi.
Presto però vi troverete anche altre cose collegate ai progetti precedenti e collaterali, come Mucca Games (che ha un archivio di materiali immenso) e UAC - Un'Altra Cosa, che vivrà anche in PDF nel sito (si tratta della fanzine di Novecentonovanta e della redazione di GiocAreA, tutta dedicata ai giochi da tavolo, NdP).

Ci saranno poi progetti in collaborazione con altri siti ludici italiani, di club e case editrici: nella situazione attuale riteniamo che non possa esistere "concorrenza" tra i diversi soggetti dell'ambiente, data la sostanziale assenza di un vero mercato, mentre sarebbe (e sarà) facile sviluppare azioni coordinate per far crescere un po' il nostro piccolo mondo.
Contattateci! Collaboriamo!

Quando ho visitato il vostro sito mi è sembrato veloce, bello graficamente, ben organizzato e… decisamente internazionale! Infatti è possibile visualizzare molte pagine in inglese. cco, diamo a Cesare quel che è di Cesare, a chi si deve tutto questo lavoro?

Il webmaster è Silvano Sorrentino, una delle colonne di GiocAreA e UAC; la grafica è stata curata da un servizio professionale, su indicazioni del nostro art director Stefano De Fazi.
I disegni sono di Gianpaolo Derossi (ben noto al pubblico mucchico), mentre le traduzioni in inglese sono di Roberto Corbelli, Andrés Voicu e Beatrice Parisi.
Presto vedrete anche sezioni in altre lingue, come l'olandese (curato da Francesco De Marco).

Sarà perché seguo Mucca Games da anni, ma mi pare che tutti quelli citati siano nomi conosciuti… puoi svelarci l’identità degli altri “uomini di Leonardo”?

Dei già citati, sono soci daVinci Roberto, Stefano, Beatrice, Andrés, Silvano e ovviamente io: a questi vanno aggiunti Luca Gigli, Salvatore Perna e Andrea Bartoli, anch'essi noti a chi segue Mucca Games e le altre attività di Novecentonovanta.
Nel nostro staff trovano poi spazio molti altri nomi noti a RiLL (e non solo!, NdP) , come Andrea Angiolino e Luigi Ferrini.

Sempre a proposito di Leonardo (cui vi richiamate sin dal nome e che fa da mascotte nel sito)… puoi dirci di più su questa scelta?

La proposta di Leonardo da Vinci come “nume tutelare” è stata fatta da Roberto Corbelli, oggi nostro presidente.
Leonardo è senz'altro il simbolo del genio italico, e il suo nome (in italiano) è noto a tutto il mondo. Nomi e titoli della daVinci saranno quanto più internazionali possibile: perciò, scegliere un nome internazionale in italiano era (è) una scelta coerente.

Passiamo alla vostra prima creatura, cioè il gioco di carte non collezionabili BANG!, presentato ufficialmente a Mucca Games 2002 e nei negozi dallo scorso luglio. Puoi parlarcene più diffusamente?

Ideato da Emiliano Sciarra, è un gioco di carte di ambientazione western con alle spalle 2 anni di playtesting e un bel lavoro di “standardizzazione daVinci” (cioè di adeguamento alle caratteristiche editoriali dei nostri prodotti); la grafica del gioco è stata curata da Alex Pierangelini e Stefano De Fazi, entrambi già noti al pubblico di GiocAreA.

Si tratta di un gioco di sparatorie in pieno stile “Western all’Italiana” (o “Spaghetti Western”, come dicono gli anglosassoni) fra un gruppo di Fuorilegge e lo Sceriffo con i suoi aiutanti, che tentano di eliminarsi a vicenda per il controllo della cittadina in cui si svolge il confronto. Nascosto fra i duellanti c’è anche un Rinnegato che persegue i suoi scopi ed è pronto a cambiare fazione non appena ne intravede la convenienza.

Il gioco è per 4/ 7 persone dai 10 anni in su, e richiede meno di mezz’ora per una partita completa; come materiali di gioco bastano le 110 carte incluse nella confezione.
Ogni giocatore ha un ruolo segreto che gli viene assegnato all’inizio (Sceriffo, Fuorilegge, Vice o Rinnegato) e che determina i suoi obiettivi: lo Sceriffo e i Vice devono eliminare tutti i Fuorilegge e il Rinnegato, i Fuorilegge devono eliminare lo Sceriffo, il Rinnegato deve rimanere l’ultimo pistolero ancora in vita dopo un duello all’ultimo sangue con lo Sceriffo.

Il numero di carte per ogni ruolo dipende dal numero di giocatori, ma a parte ciò i ruoli sono segreti: si deve intuire dal comportamento di ciascuno se questi è schierato dalla parte della Legge o meno (tipicamente, fa la differenza il fatto che il giocatore spari o meno allo Sceriffo).

Un gioco rapido e coinvolgente, per il quale progettiamo di realizzare anche delle espansioni entro il 2003.

Restiamo sempre sul fonte pubblicazioni. Quali saranno le vostre prossime uscite?

Sempre nel 2002, uscirà Lupus in tabula, la nostra versione del party game di comitato Lupi mannari, che verrà messo in vendita a un prezzo ultrapopolare (sotto i 5 euro!): si tratterà di un mazzo di carte (particolarmente curate) di Gianpaolo Derossi e Stefano De Fazi, fornite con regole in italiano, inglese e tedesco.

Prima di Natale dovrebbe seguire il primo gioco di tabellone, Viva il Re!, di Stefano Luperto, e due uscite per la linea “economica” da tavolo: Tuchulcha, di Marco Donadoni, un titolo del leggendario “deus ex machina” della International Team (leggendaria casa editrice ludica italiana, attiva fra gli anni ’70 e ’80, NdP), e Ostrakon, un party game di Silvano Sorrentino.

Due parole su ciascuna uscita: Viva il Re!, già edito in versione “povera” su GiocAreA, è un gioco di votazioni, in cui quattro giocatori prendono segretamente le parti per i candidati al trono in un regno medievale, e cercano di spingere i propri “cavalli” (segreti) verso la vittoria.
Tuchulcha invece è un gioco di percorso per 2/ 4 persone, nel quale gli aruspici fedeli a quattro divinità del pantheon etrusco competono per la scelta dell'entità che dovrà sovrintendere al nascente villaggio di Ruma, che loro sanno esser destinato a governare il mondo.
Ostrakon, invece, è un party game molto originale e... tascabile, che permette a comitive fino a 12/ 15 persone di diventare oratori per proporre dilemmi e scelte all'uditorio (Nutella o ovetti Kinder? Ferilli o Arcuri? Metempsicosi o aldilà?), tentando di individuare il parere del “popolo”.

I progetti già in piedi per il 2003 comprendono il gioco di dadi Dancing Dice di Silvano Sorrentino, forse la rivisitazione di un gioco della Cheapass Games (casa editrice americana nota per i suoi boardgame super economici e deliranti nelle ambientazioni, NdP), che stiamo daVincizzando con James Ernest, il “deus ex machina” della Cheapass, e il vincitore del concorso di Lucca Games 2001 per il migliore titolo inedito, Cave Canem, un gioco di piazzamento di Emanuele Ornella.

Beh, direi che avete le idee chiare!
C’è un criterio con cui avete scelto e sceglierete in futuro i giochi che proporrete al pubblico, su carta e sul sito?

Giochi belli e funzionanti, ora e sempre! (^___^)

Contate di essere presenti alle varie fiere autunnali (Romics, Lucca Games, Giochi Sforzeschi ecc)? E cosa proporrete al pubblico?

Ci saremo! Le nostre radici affondano in queste manifestazioni, e torneremo volentieri a proporre tornei e anteprime di Bang!, Lupus in Tabula e altro... e forse addirittura una prestigiosa sinergia top secret con un altro produttore italico!

Una peculiarità di Novecentonovanta e di Mucca Games che ho sempre apprezzato molto è la massima apertura verso l’esterno, a tutti quelli che avessero voglia e capacità di organizzare qualcosa. Per la Da Vinci varrà la stessa filosofia? In altri termini: siete disponibili a pubblicare giochi di autori esordienti e sconosciuti al grande pubblico?

La risposta è nell'elenco qui sopra: abbiamo iniziato le pubblicazioni scommettendo su autori di GiocAreA e Un'Altra Cosa.

Inoltre, tra i giochi in esame o già accettati ce ne sono anche alcuni giunti come proposta da appassionati esterni alla daVinci, e tra tutti gli autori dei primi 6/ 7 giochi che pubblicheremo il solo nostro socio rappresentato è lo Knizia barese, Silvano Sorrentino (peraltro, tra un po' si dirà di Knizia che è un po' il Sorrentino tedesco... date tempo al tempo!)
(tanto per chiarezza: Reiner Knizia è l’autore del gioco da tavolo de "Il Signore degli Anelli", NdP).

La daVinci non nasce, come invece altre iniziative (parimenti valide!), intorno a un appassionato che ha creato un suo gioco e che lo vuole promuovere diventando editore, ma intorno a un progetto di casa editrice con la stessa filosofia di sempre, ovvero disponibilità e apertura ai progetti esterni, e anzi curiosità rispetto a quanto si muove intorno.

Quali consigli ti sentiresti di dare a un autore esordiente?

Servirebbero pagine e pagine... comunque, rispetto alla daVinci, anzitutto fate giocare parecchio il vostro gioco prima di proporlo, e considerate tutti i commenti e le critiche che ricevete. A volte si pensa di aver trovato l'ideona, e invece si è ritrovato un gioco che già esiste; ma, soprattutto, spesso si ignorano involontariamente grossi problemi nel regolamento, avendo sottoposto il gioco solo alla piccola cerchia dei propri parenti, senza affrontare mai un confronto esterno.

L'altra cosa da considerare è la possibilità di produzione: un gioco che richieda materiali standard (pedine, carte, clessidre...) e in quantitativo ragionevole è senz'altro più passibile di arrivare a produzione rispetto al Gino Pilotino dal vivo di cui dicevamo prima.

Allarghiamo un poco il discorso. Come vedi il mondo ludico italiano, oggi? Intendo non solo dal punto di vista del pubblico, ma anche delle prospettive che un giovane autore può avere. E’ un ambito angusto e con poche prospettive o ti sembra ci siano segni di vitalità?

I segni di vitalità ci sono: la nascita della ottima Kidult, la crescita di Studiogiochi/ Venice Connection (ormai su un livello internazionale), lo sviluppo della Nexus, la presenza di Marco Maggi e Francesco Nepitello nello staff Dal Negro, noi...

Certo, con un mercato così piccolo non ci si può aspettare l'uscita di molti titoli autoctoni: sommando tutti gli editori, di giochi italiani concepiti da "giovani autori esterni alla ditta" ne escono pochissimi. Però l'affermazione di autori italiani sul maggiore mercato mondiale, quello tedesco (penso a Leo Colovini, Andrea Angiolino, Piergiorgio Paglia, Spartaco Albertarelli...) fa sì che ora dall'estero si guardi all'Italia con più attenzione.

Un autore capace qui può avere più difficoltà, ma ha comunque modo di emergere.

A forza di parlare di giochi da tavolo mi è venuta una curiosità, quindi divaghiamo per un momento… quali sono i giochi che ami di più (o qual è, se preferisci una risposta secca)?

In ordine sparso, e senza andare a scartabellare la collezione, mi vengono in mente almeno I Coloni di Katan (che non ha bisogno di presentazioni), Red Seven (un curioso incrocio tra Scarabeo e bridge), Euphrat & Tigris (il capolavoro di Reiner Knizia), Gino Pilotino, X-Bugs (il gioco delle pulci di Francesco Nepitello e Marco Maggi edito da Nexus), Bohnanza (un gioco di carte di Uwe Rosenberg sulla... coltivazione di fagioli!) e... ovviamente Bang!

Una domanda tecnica. BANG!!! Costa 12,90 euro, cioè più o meno 25000 lire.Puoi spiegarci brevemente come si arriva a questo prezzo finale?
Te lo chiedo non solo per curiosità personale (di giocatore non editore, diciamo così) ma soprattutto perché i giochi da tavolo e di carte richiedono una componentistica sconosciuta (o quasi) nel mondo dei giochi di ruolo. E questo fa lievitare (immagino) i prezzi, e ancor più in Italia, dove le vendite che ci si può aspettare non sono certo molto alte.

In generale, si parte dal costo di produzione, e gli si aggiungono i margini di grossisti e negozianti: per piccole tirature, purtroppo, i costi fissi sono abbastanza alti, il che fa sì che i prezzi finali italiani siano in media superiori a quelli tedeschi almeno del 30%.

Il nostro sforzo è quello di restare comunque in ambiti di prezzo accettabili: questo aspetto in particolare verrà utilizzato per proporci anche come servizio per terzi, visto che riusciamo a mantenere un prezzo umano anche per tirature di 500 copie (che sono quelle che potrebbero interessare ad associazioni, musei o altre strutture che vogliano avere un proprio "gadget ludico").

Puoi essere più preciso? Qual è la tiratura base dei vostri giochi?

Iniziamo da 2000, poi si vedrà...

Un’ultima domanda.
Con Mucca Games e UAC, Novecentonovanta si è dimostrata negli anni passati una delle più attive associazioni ludiche italiane. La nascita della daVinci cambierà qualcosa? Ad esempio, che so, un minore spazio per la Criptoeditoria o una riorganizzazione di Mucca Games (che potrebbe divenire una sorta di Da Vinci days… una scelta, beninteso, pienamente legittima!)

La collana Criptoeditoria è soggetta sostanzialmente agli impegni della sua curatrice, Roberta Barletta, che con 2 figli e uno UAC a carico è un po' meno libera... ma continuerà, e pubblicherà anche una nuova raccolta di racconti RiLLici! (eh eh eh, NdP)

Quanto a UAC/ GiocAreA e Mucca Games, verranno un po' daVincizzate: UAC finirà in parte nel sito, la microMucca diventerà probabilmente un evento daVinci, e alla MegaMucca di primavera avremo un bello spazio per la casa editrice, senza arrivare ai daVinci Days.

Anzi, Mucca Games continerà a essere il terreno dove far nascere le collaborazioni e le sinergie che speriamo facciano crescere il nostro piccolo mondo...

Cosa aggiungere per concludere degnamente?
Ci sono: in bocca al dado! (tirato dalla Gioconda, of course)

 

Nella foto: Domenico Di Giorgio, felicemente circondato da copie di BANG!, presenta a Romics 2002 la DaVinci, i suoi giochi e i suoi progetti. (fonte e fotografo: Umberto Francia).

 

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