Sono solo canzonette, fumetti e battutacce...

Interviste di fine millennio: Elio e le Storie Tese
di Andrea Angiolino
[pubblicato su RiLL.it nel settembre 2003]


Interviste di fine millennio, come il titolo dichiara in tutta onestà, raccoglie alcune mie interviste di varia lunghezza che risalgono alla fine dello scorso millennio: ed è bello e significativo che sia il primo libro delle edizioni Novecento GeC ad essere stampato su carta riciclata, nel 2003.

Fondamentalmente, si riportano alcune chiacchierate con cantanti, umoristi, fumettari e comici: gente che lavora senza grandi steccati tra queste attività, dal momento che molti di loro cadono in più di una categoria e alcuni addirittura in tutte e quattro.
Potrete così incontrare l'attore e cabarettista Claudio Bisio; Bonvi, l'autore delle Sturmtruppen; il cantante Lucio Dalla; Augusto Daolio, leader storico dei Nomadi; il gruppo Elio e le Storie Tese; il comico e conduttore Gene Gnocchi; il cantante e scrittore Francesco Guccini; il graffiante attore e comico Paolo Rossi; Silver, il creatore di Lupo Alberto; il cantautore Roberto Vecchioni.

Tra le varie interviste e i diversi personaggi spetta al lettore cercare fili conduttori, che certo non mancano: i Nomadi hanno cantato brani di Guccini, che ha sceneggiato fumetti per Bonvi (le indimenticabili Storie dallo spazio profondo!, NdP), che ha lavorato moltissimo con Silver, che nella sua intervista attesta stima per Elio e le Storie Tese, il cui Rocco Tanica ha scritto parecchi testi a quattro mani con Claudio Bisio... Il primo che si ferma paga pegno. Sarà facile trovare punti in cui gli intervistati si citano a vicenda e talvolta, dove l’amicizia è più grande e rodata, si prendono bonariamente in giro l’uno con l’altro.

Tranne l’intervista a Daolio, che è inedita, le altre sono apparse su varie testate: la rivistina universitaria The Louis, il quindicinale di fumetti e varia umanità Totem Comic, il quindicinale d’informazione I nostri diritti.

Non sono state realizzate per necessità editoriali, ma piuttosto perché mi interessava un confronto con artisti le cui opere hanno fatto muovere pensieri e sentimenti, miei e di molti miei amici. Sono state pubblicate allora, e ripubblicate oggi, immaginando che tale confronto potesse interessare anche altri. Per quanto riguarda me, tutto qui.
Aggiungo solo che avevo pochi anni (e vent’anni sembran pochi). E che quando ho visto il film Almost famous mi è venuta un bel po’ di nostalgia, nel mio piccolo.

Negli ultimi tempi, occupandomi soprattutto di gioco d’autore, mi è capitato di fare e perfino di concedere varie interviste: in televisione, alla radio o, se il testo andava poi pubblicato per iscritto, via e-mail.
Quelle raccolte nel libro sono invece di una generazione precedente: le ho tutte fatte a viva voce, portandomi dietro registratori più o meno ingombranti e poi “sbobinando” l’intera chiacchierata.
La trascrizione veniva poi tagliata e limata a una lunghezza compatibile con lo spazio che la rivista era disposta a concedere. Se il registratore non aveva fatto il suo dovere a causa di nastri inceppati, volume ballerino, rumori coprenti, pile finite sul più bello, tentavo di integrare o ricostruire il tutto con l’aiuto degli eventuali amici presenti, che qui ringrazio tutti forfettariamente.

Quelli che vanno ringraziati di più, ovviamente, sono gli intervistati, che hanno dimostrato una disponibilità non comune tra i loro colleghi.

Un esempio per tutti, Roberto Vecchioni. Quando l'ho incontrato, finita la mia chiacchierata, mi sono trattenuto in camerino mentre un ragazzo lo intervistava per il giornalino di classe di un liceo romano. All'improvviso si è affacciato il manager e gli ha detto: "Roberto, dobbiamo andare... Siamo già in ritardo per il ristorante!" Vecchioni si è voltato verso di lui e lo ha fulminato: "Aspetta! Non vedi che sto facendo un’intervista?"

E' una disponibilità che gente con molto meno spessore artistico (ed evidentemente anche umano) non ha. Ma, nel selezionare gli intervistandi, evidentemente sono cascato bene. Solo un cantautore romano ancora al secondo LP mi ha rifiutato sgarbatamente un'intervista: peraltro non per le riviste di cui sopra, ma per un settimanale da 50.000 copie.
Pazienza per lui: del resto, a tirare le somme sfogliando il libro, direi che è andata benone lo stesso anche in sua assenza.

Nel complesso, il volumetto vuole essere un album di istantanee, una serie di ritratti “al naturale”. Per fedeltà all’atmosfera di quegli incontri e alla simpatia degli interlocutori ho quindi tentato, per quanto possibile, di recuperare le trascrizioni integrali delle mie chiacchierate, ripulendole appena appena di qualche frase mozzata, di qualche intercalare, di qualche parola ripetuta. Leggetelo pensando al tono di voce dei vari intervistati e vedrete che il tutto ne guadagnerà.

E ora, la parola al gruppo musicale più citato dai RiLLini in tutti questi anni… Elio, Elio, ah-ah-ah-ha Elio...

Incontro Elio e le Storie Tese il 18 maggio 1996 a Viterbo, in occasione della conferenza stampa pre-concerto (ai tempi del tour di Eat the phikis, NdP).
Tutti gli spettatori possono assistere alla conferenza, purché muniti di biglietto.

Più che un'intervista, eccovi dunque una selezione della raffica di domande che il pubblico ha fatto ai Nostri, fedelmente trascritta dal vostro umile cronista. Saltando di palo in frasca si è sfiorato ogni argomento, dalla politica alla vita privata del Gruppo, fino all'esegesi delle canzoni più note.

Per questa testimonianza sul noto gruppo devo ringraziare l’amico e fumettaro Dario, che mi ha prestato l'apposito registratore. Devo poi anche ringraziare tutti gli amici che mi hanno accompagnato per avermi aiutato a ricostruire a memoria quanto segue, dopo che si è scoperto che il registratore di Dario è un bidone e che non ha registrato un bel niente, pur fingendo perfettamente di funzionare. Siamo insomma davanti a un tipico esempio di "giornalismo - mezza verità".

Perché il peperone fa PAM?
(riferimento alle canzoni TVUMDB, in Eat the phikis, e a Piattaforma, nell’album Elio samaga hukapan kariyana turu, NdP)

Rocco Tanica
- Talvolta mi capita di sentire una forza dentro che neanch’io so come, e in questi casi emetto un vento. Che solitamente fa FFFFFFTTT. A volte, come nel caso del peperone o di altre sostanze più robuste, fa invece PAM.

Perché Cicciobombo Cannoniere ha tre buchi nel sedere? (altra citazione da TVUMDB, NdP)

Elio
- Ma devo proprio dirtelo? Volete dirglielo voi del pubblico? Beh, insomma: è ovvio. E' una citazione dell'arcinota filastrocca infantile "Cicciobombo cannoniere/ con tre buchi nel sedere/ con due buchi nella pancia/ Cicciobombo che va in Francia".

E' vero che avete deciso di suonare con Raoul Casadei per anticipare un'analoga mossa dei Dhamm?

Elio - Il fatto di suonare con Raoul Casadei è dovuto alla Mafia dello Squacquerone (formaggio morbido romagnolo, assai utilizzato per farcire piadine, NdA). Siamo stati costretti a suonare perché minacciati. Hanno minacciato di incaprettarmi con dello squacquerone.
Rocco Tanica - A me hanno fatto trovare una testa di capretto avvolta nella piada.
Faso - A me hanno fatto trovare del caprino incaprettato...

E' vero che la frase di Burattino senza Fichi "Sento una forza dentro che neanch’io so come" viene da uno spot pubblicitario?

Elio - Certamente. E' uno spot della signora Famoso Jole di Viterbo per la quale propongo una standing ovation!
(i presenti si alzano in piedi e applaudono alla nota veggente locale)

E quanto vi ha dato la Pasta del Capitano per essere citata nella vostra canzone?
(altro riferimento a Burattino senza fichi, NdP)

Rocco Tanica - Niente. Anzi, siamo stati citati noi. Ci hanno citati perché abbiamo usato il nome del loro prodotto in un contesto, pensate un po', "dequalificante". Così hanno detto.

Nei vecchi album Elio ha sempre affrontato i problemi della società moderna: vedi "Carro" o "Servi della gleba". Come mai ultimamente non fate più canzoni impegnate?

Elio - Carro? Perché, che aveva d'impegnato Carro?
Rocco Tanica – Come, non facciamo canzoni impegnate? E Milza? E Tapparella, poi? Il povero ragazzo che si preme il cuscino sul volto e si estrania dal mondo, creandosene uno tutto suo, è al primo passo verso la tossicodipendenza.
Faso - A questo proposito, va precisato che noi scriviamo tutte le nostre canzoni sotto l'effetto di Aspirina e Coca-cola prese insieme.

Elio, come vivi il rapporto con le tue sopracciglia?

Elio - Come te.

Che fine ha fatto l'orsetto ricchione?
(chi non capisce il riferimento è un matusa!, NdP)

Elio
- E' morto. Vorrei vedere te se ti asportassero i piedi, ti inculassero e poi ti lasciassero lì!



NOTE VARIE:
Il Dario citato nel testo è il Dario Calì noto ai giocatori italiani per aver collaborato alle riviste Totem Comic e a Kaos, nonché per avere illustrato giochi di vari editori come "Kupido", "La Squadriglia degli Assi", "Steampunk", "Biancaneve e i Tre Porcellini, Groucho Marx contro Frankenstein, la mummia e il vampiro sulla nave pirata alla deriva nella tempesta", "Reggi un attimo", "Algoritmo"… tanto per citarne solo alcuni.

Alberto Panicucci ringrazia con una calorosa spalmata sul panino l’inestimabile Paolo Ruffino per l’accuratissima consulenza esegetica ricevuta.

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